Contro il principe di Tiro e Sidone
Il re di Tiro, che nel suo cuore si credeva un dio seduto su un trono divino, viene umiliato e precipitato nella fossa. Ezechiele usa immagini paradisiache per descriverne la caduta, paragonandolo a un cherubino scacciato dall'Eden per la sua iniquità e superbia. Il capitolo si conclude con un breve oracolo contro Sidone e una promessa di sicurezza per Israele. La santità di Dio rifulge attraverso la punizione dell'auto-divinizzazione umana.