L'assedio di Betùlia e la crisi idrica
Oloferne circonda Betùlia e occupa le sorgenti d'acqua per indurre la città alla resa. Dopo trentaquattro giorni di sete estrema, il popolo disperato chiede ai capi di consegnarsi agli Assiri. Ozia convince la folla ad attendere altri cinque giorni, sperando in un intervento divino. Il capitolo sottolinea la fragilità umana di fronte alla minaccia e il rischio di tentare Dio nel momento del bisogno.