Giuditta decapita Oloferne e libera Betùlia
Rimasta sola con Oloferne ubriaco, Giuditta prega Dio per avere forza e gli taglia la testa con la sua stessa spada. Consegna il macabro trofeo alla sua ancella e torna a Betùlia, annunciando la vittoria del Signore compiuta per mano di una donna. Il popolo esulta e loda Dio per aver umiliato il nemico senza macchiare l'onore di Giuditta. Questo evento centrale dimostra come la fede e il coraggio possano rovesciare le sorti di un conflitto apparentemente disperato.