La strage dei sacerdoti di Nob
Davide si rifugia nella grotta di Adullàm, raccogliendo attorno a sé un gruppo di emarginati e disperati che diventeranno il nucleo del suo esercito. Saul, informato da Doeg l'Edomita dell'aiuto prestato dai sacerdoti a Davide, ordina il massacro dell'intera famiglia sacerdotale di Nob. Solo Abiatàr riesce a fuggire e a unirsi a Davide, portando con sé l'efod per consultare il Signore. Questo atto di crudeltà gratuita contro gli uomini di Dio segna il definitivo declino morale e spirituale del regno di Saul, ormai preda di una follia tirannica.