La ribellione di Assalonne e la fuga di Davide
Assalonne, tornato dall'esilio e riconciliato formalmente con il padre, complotta per anni per usurpare il trono, accattivandosi il favore del popolo con demagogia. Quando scoppia la rivolta a Ebron, Davide è costretto a fuggire da Gerusalemme con i suoi fedeli per evitare un massacro nella città santa. Durante la dolorosa ritirata verso il deserto, il re dimostra grande umiltà e sottomissione alla volontà di Dio, rifiutando di usare l'Arca come protezione magica. La crisi mette alla prova la lealtà dei collaboratori di Davide e rivela la fragilità del potere fondato solo sul consenso umano.