Geremia nella cisterna e l'ultimo appello a Sedecìa
Accusato di tradimento dai capi per aver profetizzato la resa, Geremia viene gettato in una cisterna fangosa, da cui lo salva l'eunuco Ebed-Mèlec. Successivamente, il profeta ribadisce privatamente al re Sedecìa che solo la sottomissione a Babilonia salverà la città. Nonostante il giuramento di protezione, il re rimane paralizzato dal timore dei propri sudditi, lasciando Geremia prigioniero fino alla caduta di Gerusalemme.