Storia AT · Levitico 25,35-46
Aiuto ai poveri e schiavitù di stranieri, non di israeliti
La legge ordina di soccorrere il fratello caduto in miseria vietando l'usura e tutelando la dignità dell'indigente. La norma fonda la giustizia sociale sulla redenzione dall'Egitto: appartenendo a Dio, nessun israelita può essere ridotto in servitù permanente da un altro uomo.
Senso del libro
Levitico
Pentateuco / Torah
Architettura del sacro e teologia del Culto. Sotto la veste di minuziosi codici rituali e leggi di purità, il testo esprime la tensione verso la santità divina («Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo»). Il sacro qui non è magia, ma ordine morale ed esistenziale.
Raccontato anche in
Schiavitù e riscatto del servo
- Es 21,1-11· Il codice dell'Alleanza: schiavi, lesioni e omicidi
- Dt 15,12-18· Liberazione degli schiavi e delle schiave e loro doni
Esodo fissa la liberazione al settimo anno; Levitico la lega all'anno del Giubileo; Deuteronomio aggiunge doni generosi al congedo.
Divieto di prestito a usura
- Es 22,24· Il codice dell'Alleanza: proprietà e doveri sociali
- Dt 23,20-21· Voto al Signore e libertà di mangiare frutti
Esodo vieta l'interesse ai poveri del popolo; Levitico sottolinea il sostegno al fratello impoverito; Deuteronomio distingue tra connazionale e straniero.