La Sapienza sposa ideale e dono di Dio
Il capitolo esalta la Sapienza come artefice dell'universo e fonte delle virtù cardinali, presentandola come una sposa che conferisce onore, prudenza e una forma di immortalità nel ricordo dei posteri. L'autore riconosce che tale perfezione non deriva dallo sforzo umano, ma è un dono divino concesso a chi possiede rettitudine d'animo. Il brano culmina nella consapevolezza che solo la preghiera umile permette di ottenere questa comunione con Dio.