Prima lamentazione: nessuno consola Gerusalemme
Il capitolo descrive Gerusalemme come una vedova solitaria e umiliata, abbandonata dai suoi alleati dopo la distruzione babilonese. La sofferenza della città è presentata non come un caso fortuito, ma come la conseguenza teologica dei suoi numerosi peccati e della ribellione contro la parola del Signore. La preghiera finale riconosce la giustizia divina nel castigo, supplicando tuttavia un intervento del Signore di fronte all'atrocità del dolore e al disprezzo dei nemici.